{"id":963,"date":"2024-05-20T11:32:00","date_gmt":"2024-05-20T09:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/unitreorvieto.it\/?p=963"},"modified":"2024-05-21T07:34:57","modified_gmt":"2024-05-21T05:34:57","slug":"pagliano-il-porto-romano-di-orvieto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/unitreorvieto.it\/?p=963","title":{"rendered":"PAGLIANO, IL PORTO ROMANO DI ORVIETO"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><em>Presentazione, presso la Sala Consiliare di Orvieto, del volume curato dagli Archeologi Pacelli e Sciamannini<\/em><\/h4>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-cyan-bluish-gray-color has-alpha-channel-opacity has-cyan-bluish-gray-background-color has-background is-style-default\"\/>\n\n\n<p><strong>Gioved\u00ec 23 Maggio<\/strong>\u00a02024 (ore 17) la\u00a0<strong>Sala Consiliare<\/strong>\u00a0del Comune di\u00a0<strong>Orvieto<\/strong>\u00a0accoglier\u00e0, dopo i doverosi saluti istituzionali, la presentazione del volume:\u00a0<strong>\u201cPagliano, il porto romano di Orvieto, vecchie indagini e nuove scoperte\u201d<\/strong>\u00a0a cura degli Archeologi\u00a0<strong>Francesco Pacelli<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Elisa Sciamannini<\/strong>, con introduzione di\u00a0<strong>Luca Pulcinelli<\/strong>\u00a0(Ispettore Archeologo Sabap Umbria), Arch.\u00a0<strong>Raffaele Davanzo<\/strong>\u00a0(Ex Soprintendente Umbria e Presidente ISAO) e Avv.\u00a0<strong>Andrea Solini Colal\u00e8<\/strong>\u00a0(Fondazione Faina). L\u2019iniziativa \u00e8 patrocinata, tra gli altri, dall\u2019<strong>UNITRE &#8211; Universit\u00e0 delle Tre Et\u00e0 di Orvieto<\/strong>.<br \/><br \/>L\u2019opera nasce da una decennale attivit\u00e0 di ricerca compiuta sul sito archeologico e nel suo territorio con l\u2019intento di restituire alla collettivit\u00e0 un bene culturale soggetto agli sciagurati eventi calamitosi legati ai \u201ccapricci\u201d del fiume Paglia, su cui sorse, e che nel 2012 hanno celato ancora una volta le sue magnifiche architetture. Rinvenuto nel 1888 in seguito ad una scoperta fortuita, fu soggetto ad attivit\u00e0 di scavo nel 1890 a cura dell\u2019Ing. Riccardo Mancini, attivo scavatore e connoisseur di archeologia orvietana, che mise in luce 28 ambienti in poco pi\u00f9 di 11 mesi, disegnati in pianta con l\u2019accuratezza di cui era noto, redigendo anche accurati elenchi dei materiali rinvenuti nei diversi vani e recuperando una straordinaria mole di informazioni relative ad un complesso archeologico esteso oltre 8000 mq. e risalente ad et\u00e0 romana, un periodo ancora poco conosciuto della citt\u00e0 di Orvieto.<br \/><br \/>Molte personalit\u00e0 illustri di allora (lo stesso R. Mancini, A. Ricci, W. Valentini, P. Perali, C. Morelli) tentarono l\u2019identificazione di quel sito producendo diverse attribuzioni (villa, terme, statio, figlina di embrici), anche se tutti concordi della sua strategica posizione sulla confluenza Paglia-Tevere e della presenza di strutture portuali per l\u2019attracco di scaphae, lenunculi, lintres come anche della sua funzione in merito allo sfruttamento cerealicolo di questa parte della vecchia Etruria che diventer\u00e0 un immenso \u201cpolo produttivo\u201d della nuova potenza romana in grado di esercitare a tappe forzate il proprio dominio su tutto il Mediterraneo. Nel volume sono condensate in una prima sezione, a cura di Francesco Pacelli: le attivit\u00e0 ricognitive che hanno consentito la scoperta delle ville signorili dislocate su tutto il comparto collinare, i cui prodotti confluivano verso Pagliano e venivano canalizzati poi sul Tevere verso Roma. Una seconda sezione, a cura di Elisa Sciamannini: tratta invece degli aspetti tecnici delle murature, accuratamente schedate, con una dettagliata analisi delle tecniche murarie e una cronologia puntuale delle tessiture murarie, per favorire il dissotterramento del sito e ripartire con la ricerca ed il completamento degli scavi. Quando nel lontano 1957 il professor Cesare Morelli pubblicava sul Bollettino dell\u2019Istituto Storico Artistico Orvietano il noto articolo:\u00a0<em>\u00abGli avanzi Romani di Pagliano presso Orvieto\u00bb<\/em>, terminava il proprio resoconto con:\u00a0<em>\u00abQuei ruderi si ammantarono di edera e di tristezza, e si avvolsero a poco a poco nel mistero di una storia sconosciuta, di cui il presente lavoro ha cercato di svelare qualche cosa\u00bb<\/em>. L\u2019intento salvifico a cui giunse lo studioso locale \u00e8 il medesimo per tutti coloro che espletano nella ricerca i presupposti di salvaguardia mnemonica di uno spazio dedicato a quei beni culturali che come Pagliano vengono continuamente nei secoli bersagliati dalla natura. Morelli, accanto ad una conclusione forse un po\u2019 troppo sibillina ma certamente veritiera sul recente futuro di Pagliano, nutriva ugualmente la speranza di restituire al godimento pubblico un bene cosi prezioso per le comunit\u00e0 che ancora vivono questi territori; in un altro celebre passo difatti affermava:\u00a0<em>\u00abIl mio tentativo vuol salvare il salvabile ed invogliare altri a fare quel tanto che resta da fare\u2026\u00bb<\/em>.\u00a0 Tale opera non vuole dunque essere un punto di arrivo, ma una soglia di ripartenza per le nuove generazioni di archeologi che in Pagliano continueranno a formare \u201cle ossa\u201d e il proprio bagaglio di esperienze.<br \/><br \/>Pacelli:\u00a0<em>\u00abSolo allora capii che l\u2019alluvione non aveva cancellato le mie fatiche e quelle degli ex \u201cragazzi\u201d di Pagliano, e che saremmo stati ancora a disposizione di questa comunit\u00e0 per garantire la sua sopravvivenza nel futuro. Questo progetto, dunque, non \u00e8 mai finito! Ha subito solo una battuta di arresto, e oggi finalmente si concretizza in questo volume che non rende vano il sudore che essi hanno versato sulla dura terra di Pagliano\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione, presso la Sala Consiliare di Orvieto, del volume curato dagli Archeologi Pacelli e Sciamannini.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":965,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-e-conferenze"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=963"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":971,"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions\/971"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/965"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/unitreorvieto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}