Un evento che si ripete puntualmente a Orvieto ogni anno, all’interno della illustre kermesse di Umbria Jazz, nella sezione dedicata ai bambini UmbriaJazz4Kids. Si tratta del progetto “Storiellando”, giunto alla sua quarta edizione e promosso dall’Unitre orvietana, a testimonianza dell’evoluzione di un’associazione che ormai abbraccia decisamente tutte le generazioni. Il Dottor Alberto Romizi, Vicepresidente Unitre, è il curatore del Laboratorio, nato dalla mente vulcanica del M° Riccardo Cambri, noto musicista e Presidente dell’Università delle Tre Età di Orvieto.
“Abbiamo pensato”, afferma Romizi, “di mettere a frutto la naturale fantasia dei bambini e sprigionare la loro creatività, mettendoli intorno ad un tavolo per scrivere il loro racconto. Come ogni anno, i ragazzi si sono cimentati nella scrittura ed è così nato «700 e ritorno», che già dal titolo rimanda ad un affascinante viaggio nel tempo. La cosa non finisce qui perché, dopo la fase letteraria, il laboratorio prevede anche una fase teatrale pienamente attiva: la storia viene portata sulla scena, in una trasposizione teatrale dove i piccoli scrittori divengono essi stessi protagonisti sul palco della propria opera. La colonna sonora sarà creata live al pianoforte dal Maestro Riccardo Cambri, qui nella veste che gli è propria di esecutore di musica del Settecento e improvvisatore di brani pop per la parte ambientata nel presente”.
“Il debutto avrà luogo al Teatro del Carmine il 2 Gennaio 2026 alle ore 10”, precisa il M° Cambri, “sotto l’alveo di UmbriaJazz4Kids, e la regia sarà curata da Alberto Romizi, che fra le sue innumerevoli competenze vanta anche quella di educatore teatrale, assistito dalla Professoressa Paola Campanari. Ho il piacere di ringraziare quanti hanno permesso che Storiellando spiccasse il volo: innanzitutto i giovani autori/attori con le loro famiglie, poi il Comune di Orvieto, la Scuola Comunale di Musica Adriano Casasole, l’Opera del Duomo di Orvieto, la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, la Nuova Biblioteca Pubblica Luigi Fumi, il Centro Studi Gianni Rodari. Attendiamo il calore del pubblico perché il nostro viaggio nel tempo possa atterrare fra gli applausi più scroscianti e gioiosi”.
(D.P.)



