Da Lunedì 9 a Domenica 15 Dicembre 2024, in orario 10-12:30 e 15-18, sarà possibile ammirare i lavori dell’attivissimo Laboratorio di Patchwork, che l’UNITRE – Università delle Tre Età di Orvieto promuove dall’Anno Accademico 2016/2017.
L’Atrio del Palazzo dei Sette (corso Cavour 85, Orvieto) accoglierà “Ricordi di stoffa”, mostra di creazioni manuali – ad alto livello artigianale – che le Ragazze del Patchwork hanno selezionato per presentare e narrare la propria passione, resa viva e fertile dalla docente signora Patrizia Menghi, fra le massime esperte d’Italia del settore.
L’inaugurazione avrà luogo Lunedì 9 Dicembre alle ore 16, alla presenza delle artiste coinvolte e dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Orvieto.
Quello che mi ha stupito quando sono entrata per la prima volta nel Laboratorio di Patchwork è stata la tranquillità, l’atmosfera rilassata e lo sfavillio delle pezze. Pezze nuove o riciclate non importa, ognuna ha il suo posto e si colloca in un disegno dove niente è lasciato al caso.
Vediamo i “requisiti” necessari per eseguire un patchwork: non è necessario essere esperte di cucito; si comincia sempre da un progetto: che cosa vogliamo realizzare? I manufatti sono innumerevoli e vanno dagli oggetti più piccoli, tipo centrotavola, borse, tovagliette, cuscini ai più grandi come trapunte, plaid, scaldapiedi.
Si scelgono le forme partendo da una delle numerose tecniche sperimentate e esagoni, pentagoni, rombi, triangoli, quadrati scatenano la nostra fantasia.
La scelta dei colori è sostanziale, gli abbinamenti oltre che al gusto individuale possono cambiare a seconda della persona a cui vogliamo dedicare il nostro manufatto o in base all’arredamento della casa in cui andrà posizionato.
Per l’esecuzione, stabilito l’oggetto da realizzare, scelta la tecnica con cui concretizzarlo, trovate le stoffe adatte, ci servirà un tappetino per il taglio, le forme scelte ritagliate su cartoncino, un righello, un taglierino, un paio di forbici, aghi, cotone da imbastire, altri fili e misteriosi attrezzi da imparare a conoscere strada facendo.
Possiamo iniziare la nostra avventura e sarà una grande soddisfazione vedere il nostro manufatto prendere forma.
Ma soprattutto sarà interessante riciclare e ridare vita a federe della nonna con le cifre, vecchie cravatte di seta pesante, cimose delle stoffe utilizzate: niente si butta, inventando tutto si rinnova.
Anche le mani più inesperte si muovono veloci e tra un punto e un’imbastitura, una chiacchiera e un sorriso, i pensieri volano via leggeri tra le pezze colorate.
BUON LAVORO A CHI VORRÀ VENIRE A CREARE CON NOI!
Anna Rita Bellini