SCRIVERE DI DIO. TOMMASO D'AQUINO

​​NELL’ANNO GIUBILARE DELLA SPERANZA, ARTE E FEDE CELEBRA IL CORPUS DOMINI CON SAN TOMMASO

TORNA A ORVIETO “SCRIVERE DI DIO. TOMMASO D’AQUINO”

Nell’Anno Giubilare dedicato alla Speranza torna a Orvieto il Festival Internazionale d’Arte e Fede. E torna “Scrivere di Dio. Tommaso D’Aquino”, lo spettacolo di grande spessore culturale e spirituale presentato con successo a novembre in Duomo come culmine delle celebrazioni avvenute nel 2024 in tutto il mondo per i 750 anni dalla morte di San Tommaso D’Aquino, che fu cittadino orvietano e a cui la città di Orvieto e le sue Istituzioni hanno inteso rendere omaggio.

Se la scelta della Cattedrale come luogo dell’anteprima dell’evento non era stata casuale, tantomeno lo è quella della Chiesa di San Domenico. Tommaso D’Aquino, infatti, soggiornò nel convento domenicano di Orvieto tra il 1261 e il 1265, periodo durante il quale scrisse l’Ufficio del Corpus Domini su incarico di Papa Urbano IV, a seguito del Miracolo Eucaristico di Bolsena del 1263 e dell’istituzione della Festa del Corpus Domini nel 1264. A San Domenico è conservata ancora la cattedra utilizzata dal Doctor Angelicus durante le lezioni di teologia che teneva sulla Rupe negli anni in cui vi risiedette e il Crocifisso ligneo che parlò a Tommaso dicendogli: “Bene scripsisti de me, Thoma”.

In questa che è considerata una delle prime chiese dell’Ordine dei Domenicani, sabato 14 giugno 2025 alle 21:30 rivivrà il racconto “Scrivere di Dio. Tommaso D’Aquino”, scritto e interpretato da Guido Barlozzetti, pensato per guidare il pubblico in una riflessione sui temi centrali del pensiero tomistico, in uno spettacolo che fonde parole, immagini e suoni per evocare la vita e la filosofia del grande teologo domenicano.

Un’opera che “porta alla luce la profondità di un pensiero che si muove tra fede, preghiera, contemplazione e ragione” ha già spiegato Barlozzetti durante la presentazione ufficiale dell’evento, tenutasi a Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Nel quadro del Festival di Arte e Fede, il racconto teatrale di e con Barlozzetti, darà nuovamente voce all’autorevolezza impareggiabile di Tommaso d’Aquino, nato 800 anni fa e morto nel 1274, che “ha portato il pensiero al limite estremo oltre il quale non può andare”, sulla linea di confine tra fede e ragione. “Il campo della ragione e quello della fede restano distinti, ma non sono distanti: la ragione è un varco per la fede la quale, a sua volta, parla alla ragione e l’aiuta a essere se stessa”, il commento di monsignor Gualtiero Sigismondi, vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi.

Oltre all’aspetto narrativo, lo spettacolo “Scrivere di Dio. Tommaso D’Aquino” sarà arricchito dal contributo artistico di Massimo Achilli, che ha curato il progetto fotografico, e da quello del contrabbassista Enzo Pietropaoli, che con la sua colonna sonora darà vita a un’ambientazione musicale in armonia con i temi dello spettacolo, insieme all’artista visiva Silvia Spacca, le cui proiezioni animeranno la rappresentazione con elementi grafici. 

Lo spettacolo, ad ingresso libero, è stato prodotto e organizzato grazie al contributo della Consulta delle Fondazioni Umbre, della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, della Diocesi di Orvieto-Todi, dell’Opera del Duomo di Orvieto, del Capitolo della Cattedrale; vanta inoltre il patrocinio del Comune di Orvieto e, fra gli altri, dell’Unitre di Orvieto.

Per prenotazioni, a partire da mercoledì 4 giugno e fino ad esaurimento posti, è possibile scrivere un messaggio WhatsApp al numero telefonico 3478152428 oppure inviare una mail all’indirizzo festivalartefede@gmail.com.

(si ringrazia www.orvietonews.it per i contenuti)