ARCIPELAGO PASOLINI

LETTURA APERTA DI FINE ANNO ACCADEMICO PER IL LABORATORIO UNITRE GUIDATO DA GIANLUCA FORESI

L’Anno Accademico 2025/26 dell’UNITRE di Orvieto volge al termine e si susseguono gli appuntamenti coi quali si concluderanno le esperienze didattiche ancora in atto.

Lunedì 18 Maggio 2026, alle ore 18, gli allievi del Laboratorio di Lettura Emozionale, curato dal M° Gianluca Foresi, terrano una lettura aperta al pubblico presso la Sala Incontri “Maria Teresa Santoro” di Palazzo Simoncelli, sede UNITRE Orvieto (Piazza del Popolo 17).

“Arcipelago Pasolini” è il titolo scelto dal docente per l’evento in programma e rappresenterà la sintesi del lavoro attento ed intenso del laboratoio, durato circa 6 mesi.

La declamazione verrà impreziosita da pagine pianistiche eseguite da Riccardo Cecci, Nicolò Clementi e Edward Jones, giovani allievi del M° Riccardo Cambri (Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole”), in una significativa interazione artistica fra differenti generazioni che è alla base della filosofia quotidiana proposta e praticata dall’Università delle Tre Età di Orvieto.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti.

 “Il tema di lavoro del laboratorio UNITRE di lettura emozionale”, puntualizza Gianluca Foresi, “risponde all’esigenza di ricordare l’ultimo vero intellettuale italiano. Figura multiforme, fu poeta, regista, narratore e saggista, costantemente critico verso la società borghese e conformista. La sua opera è un arcipelago che indaga la realtà con sguardo eterodosso, mai distaccato: lui stesso si mescolava ai «ragazzi impastati di tufo» a cui dava voce. Pasolini è stato un intellettuale che con i suoi scritti ci ha costretto e ci costringe tuttora a metterci in discussione, interrogandoci sulle storture del mondo in cui viviamo. Le parole corsare e scomode che ci ha lasciato risuonano profetiche. La «mutazione antropologica» degli italiani, denunciata più di cinquant’anni fa, è tuttora attuale: le persone come consumatori seriali, omologati dalla televisione, una visione distopica che preannunciava la realtà dei nostri giorni. È stata una voce unica e fuori dal coro la sua, capace di provocare e criticare senza sconti, non allineandosi mai, anche a costo della vita”.