NUOVO TOUR UNITRE: ALLA SCOPERTA DEL CENTRO STORICO DI SIENA

Tornano, con la primavera, le celebri gite culturali promosse dall’UNITRE – Università delle Tre Età di Orvieto: la giornata di Mercoledì 8 Maggio 2024 sarà dedicata alla splendida città di Siena.
Il programma, proposto da Orvietur e coordinato dalla Professoressa Fabrizia Mencarelli, guiderà gli interessati alla scoperta degli spazi monumentali del centro storico senese: il Duomo, il Museo dell’Opera del Duomo, il Battistero, la Libreria Piccolomini, la Cripta, la Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi (cliccando sul pulsante verde posto in alto visionerete il programma dettagliato).
La visita verrà impreziosita dalla presenza del Prof. Donato Catamo, docente del Laboratorio Unitre di Pittura e Arti Visive, che saprà rivelare tutti i segreti storici ed artistici custoditi dalle bellezze di Siena. Il pranzo, presso un ristorante tipico, arricchirà in gradevolezza l’esperienza.
Per informazioni e prenotazioni, occorre chiamare il numero 3389514859; il termine ultimo entro il quale far pervenire le adesioni è fissato per Lunedì 15 Aprile 2024.

Siena

UN SOGNO LUNGO UN FILM

UN SOGNO LUNGO UN FILM
Un racconto di Guido Barlozzetti
Interventi visivi di Massimo Achilli

Venerdì 5 Aprile 2024, ore 21
Orvieto, Sala del Carmine

Un racconto-spettacolo sul Cinema, sul piacere delle immagini e delle storie che raccontano

Il cinema è un fascio di luce che prende forma su uno schermo e va a colpire l’emozione di uno spettatore. Una storia che comincia alla fine dell’Ottocento e continua a coinvolgere nella sala buia.
“Un sogno lungo film” vuole raccontare come nel tempo il cinema abbia costruito un rapporto affascinante con chi guarda e di volta in volta abbia alimentato un mondo possibile in cui tanti si sono immersi e proiettati.
Un sogno a occhi aperti e un gioco ininterrotto con i sentimenti dello spettatore: meraviglia, paura, gioia, amore, angoscia, piacere…
Guido Barlozzetti vi entrerà di volta in volta aprendo una porta diversa per scoprire le tante facce di una magia che continua a rinnovarsi in quella sala che oggi, con fatica certo e in una realtà che cambia, cerca di rinnovare e rilanciare la sua proposta.
Via via con le sue parole e le immagini a cura di Massimo Achilli si racconterà di un treno che arriva, di un razzo sulla Luna, del silenzio e dell’avventura, di lui & lei, del musical e dell’irriverenza, e poi la suspence, il gioco, l’indisciplina, il delirio, la memoria, l’onnipotenza e il passato che diventa futuro.
Partecipano Pierre e Auguste Lumière, George Méliès, Buster Keaton, John Wayne, James Stewart, Orson Welles, Marilyn Monroe, Gene Kelly, Judy Garland, Marlon Brando, Ingrid Bergman, Jean-Paul Belmondo, Stanley & Federico e Kōji Yakusho.

Biglietto: €12 (€10 per i soci Unitre Orvieto)
Informazioni e prenotazioni al 335 8164833

PASQUA 2024

Orvieto, 31 Marzo 2024

Di ritorno dalla Veglia Pasquale, rivolgo alla Famiglia Unitre un affettuoso pensiero.
Che le Associate e gli Associati Unitre continuino ad essere testimoni di cultura, operosità, speranza, tradizione, solidarietà e amore.
Auguri di Buona Pasqua a tutti Voi e alle Vostre Famiglie!

M° RICCARDO CAMBRI
Presidente Unitre Orvieto

INAUGURAZIONE MOSTRA PERMANENTE DEL MERLETTO DI ORVIETO

Mercoledì 27 Marzo 2024 ore 11
presso Auditorium “Gioacchino Messina”
Sede Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto

Lions Club Orvieto porta a compimento un progetto significativo che omaggia una delle tradizioni uniche della cultura e della storia di Orvieto

GRAZIE, MAESTRO

di Riccardo Cambri

Orvieto, 24 Marzo 2024

È scomparso il Maestro Maurizio Pollini, fra i più grandi pianisti della storia della musica.
Con lui scompare un’epoca, scompare una generazione di interpreti che hanno operato nel solco del rigore, dell’applicazione, dell’abnegazione, della devozione all’arte.
Per quelli della mia età, durante gli anni di studio in Conservatorio, Maurizio Pollini veniva suggerito dagli insegnanti come il pianista da cui ascoltare le nuove composizioni – semmai fosse una pratica corretta – su cui iniziavamo ad esercitarci.
Grazie alle numerose incisioni che il Maestro ci ha lasciato, potremo incontrare ad libitum la sua essenza interpretativa.
Si è molto dibattuto sull’aspetto tecnico, sfolgorante e infallibile di Pollini e sulla presunta algidità delle sue, o almeno di alcune, esecuzioni.
La verità risiedeva negli occhi di chi ha avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto: stupiti, ammirati e commossi dalla partecipazione di una perfezione trascendente, metafisica, direttamente in comunicazione con una soprasensibilità da lui frequentata e agli altri resa nota solamente per suo tramite. Perfetto, e pertanto sovrumano, equilibrio fra cuore ed intelletto o, se preferiamo, fra amore e ragione: con il primo elemento, delle due coppie, avanti un poco sull’altro.
Il suo pianismo è definibile, debitamente, apollineo; così idiomaticamente che l’etimologia dell’aggettivo sembra risalire senza dubbio al suo cognome.
Il repertorio di Pollini è di giusta ed accorta scelta, una irresistibile esposizione di splendidi fiori fra i quali ci è concesso di ammirare i nostri preferiti. Quantunque impossibile esprimere un’opinione, per me Pollini ammanta l’esposizione del primo tempo della Sonata Op. 106 di Beethoven di una forza cosmica indescrivibile e che si può solo subire, mentre gli Studi Op. 10 e Op. 25 diventano pienamente di Chopin nella sua interpretazione.
Ho avuto l’immenso privilegio di conoscerlo. Era difficile sostenere il suo sguardo, capace di entrarti nella coscienza e di uscire alla tue spalle. Si percepiva una capacità di analisi profondissima ed una certa inquietudine emotiva, con la quale divorava attimi di vita, propria ed altrui.
Sobrio, dignitoso, austero mai ieratico, lo ricordo parco di sorrisi; quando te li riservava, però, erano doni emozionanti e preziosi.
La sua cura del repertorio contemporaneo è stata quella tipica degli illuminati, di coloro che coltivano la tradizione e ne tracciano la perpetuazione attraverso una rispettosa frequentazione della creatività moderna.
In questo, rivoluzionario, come anche nell’uso misuratissimo e garbato del pedale di risonanza, a cui egli attribuisce, proprio in virtù di questa accorta prassi, un’importanza effettistica quasi sconosciuta prima.
Senza di lui, saremo tutti più poveri.
Grazie, Maestro.