Il soprano Valda Wilson in concerto a Orvieto

Mercoledì 26 Giugno 2024 ore 21, Orvieto, Sala Consiliare

Care Amiche e cari Amici,
stasera avrà luogo un bel récital lirico per il Festival OrvietoMusica (sopra i dettagli), durante il quale si esibirà anche Valda Wilson, una delle migliori soprano attive sulla scena internazionale; io avrò l’onore di accompagnarla al pianoforte in brani di Verdi, Gounod e Strauss.
Vi assicuro che vale la pena di assistere al concerto, non capita così frequentemente di ascoltare una simile voce.
Saluti cordiali,
M° RICCARDO CAMBRI
Presidente Unitre Orvieto

“TURANDOT” A CARACALLA CON L’UNITRE

Immancabile la tradizione del tour musicale d’agosto alle Terme di Caracalla di Roma: anche per questa estate, Unitre – Università delle Tre Età di Orvieto rinnova il gradito appuntamento per gli associati e gli amici che vorranno vivere una serata indimenticabile.
La scelta è caduta sulla rappresentazione di Turandot, per omaggiare il Maestro Giacomo Puccini nel centenario della scomparsa: Domenica 4 Agosto 2024, alle ore 21, il celeberrimo dramma lirico in tre atti, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, sarà diretto dal M° Donato Renzetti. Cast lirico di altissimo livello, con il quartetto dei protagonisti formato da Angela Meade, Luciano Ganci, Maria Grazia Schiavo e Piero Giuliacci (cliccando sul riquadro rosa posto in alto, scaricherete il programma completo).
L’Unitre organizzerà il viaggio di andata-ritorno tramite autobus, con partenza da Orvieto. Le prenotazioni andranno effettuate entro e non oltre Lunedì 1° Luglio, contattando la Prof.ssa Maria Silvana Cerquetti (disponibile anche per ogni informazione desiderata) al numero 3394225985.
“Per il secondo anno consecutivo, il Teatro dell’Opera di Roma torna a Caracalla con un vero e proprio Festival – dice il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone – Si rafforza così l’idea di un progetto multidisciplinare che troverà pieno compimento nel 2025, anno del Giubileo, quando la programmazione sarà realizzata dal regista Damiano Michieletto, a cui abbiamo dato carta bianca. Per celebrare il centenario della morte di Puccini, abbiamo affidato all’architetto Massimiliano Fuksas il progetto scenografico di entrambe le opere in cartellone, Tosca e Turandot; Fuksas ha realizzato per noi un’installazione specifica appositamente pensata per lo spazio del Teatro Grande di Caracalla, con Francesco Micheli che ne cura la regia”.

UNITRE ORVIETO OSPITA IL FESTIVAL DELLA COMPLESSITÀ 2024

La Dottoressa Mirella Cleri coordinerà l’evento pubblico previsto al Museo Emilio Greco

È in pieno svolgimento la XIV edizione del Festival della Complessità (www.festivaldellacomplessità.it) che, da maggio a luglio, si diffonderà in tutta Italia tramite numerosi eventi, in presenza e online.
Il tema di quest’anno è “La complessità in pratica: vivere, decidere, agire”.
UNITRE – Università delle Tre Età di Orvieto è partner promotore insieme a Dedalo 97, con il patrocinio del Comune di Orvieto, il supporto dell’Opera del Duomo di Orvieto e la collaborazione della Fondazione Ippocrate.
La conversazione pubblica si terrà al Museo “Emilio Greco”, in piazza Duomo, Venerdì 14 Giugno 2024 alle ore 17 e sarà presentata dalla Dott.ssa Mirella Cleri, socia Dedalo 97 e Fondazione Ippocrate, psicologa clinica e di comunità, docente a contratto di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, docente Unitre.
“Quest’anno”, precisa la Dott.ssa Cleri, “daremo spazio alla condivisione di esperienze e progetti realizzati in un’ottica sistemica. Crediamo fermamente che sia possibile generare localmente nelle piccole comunità nuove visioni e nuove soluzioni a partire dalle risorse che ciascuno può mettere in gioco nella partecipazione attiva e responsabile alla vita di comunità; il tema riguarda un argomento a me molto caro, come quello dell’educazione. Il titolo dell’appuntamento orvietano è «Facile non mandarli a scuola!»; quest’incontro, per il quale mando un appello di partecipazione a tutta la cittadinanza, ospiterà un dibattito sulle scuole parentali e sulla nuova rete nazionale che si è costituita stilando un manifesto all’interno del movimento di Fondazione Ippocrate. Ospite illustre, in presenza, sarà il Dott. Enrico Pauletto, criminologo e psicologo clinico, operatore e coordinatore nell’ambito della tossicodipendenza e alternativa al carcere, che opera nel suo studio di psicologia ad approccio integrato parte di Fondazione Ippocrate. Sarà collegato online Ivan Fiorillo, divulgatore e autore della prima revisione scientifica post 2020 sull’istruzione parentale italiana, confrontata con evidenze della letteratura internazionale. L’evento di Orvieto ha oramai una continuità decennale grazie alla sensibilità del presidente Unitre M° Riccardo Cambri, che ringrazio per l’insostituibile impegno che ha reso possibili gli incontri”.

https://www.festivalcomplessità.it/facile-non-mandarli-a-scuola

TORNA IL CONCERTO SUL MISTERO DELL’EUCARESTIA

Evento promosso dall’Associazione “PACINI” presso la chiesa di Sant’Andrea

L’Associazione “Pacini” organizzerà, come da tradizione, il “Concerto accompagnato da alcuni brani sul mistero dell’Eucarestia”, per la direzione artistica del M° Riccardo Cambri ed in preparazione della solenne ricorrenza del Corpus Domini.

La Chiesa di Sant’Andrea accoglierà l’evento Mercoledì 29 Maggio 2024 alle ore 21:15.

In piena comunione d’intenti con la Diocesi di Orvieto-Todi e la Parrocchia di Sant’Andrea, con la collaborazione di Unitre Orvieto e Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole” ed il prezioso contributo di TS2 Engineering, l’Associazione “Pacini” intende offrire ai cittadini un momento artistico pervaso di spiritualità ed elevatezza, col proposito di avvicinarsi più consapevolmente al mistero dell’Eucarestia.

Composizioni musicali di Vivaldi, Mozart, Schubert e Rossini si alterneranno a letture di testi religiosi e spirituali, selezionati accuratamente. Il programma ha ottenuto l’approvazione dell’Ufficio Liturgico Diocesano.

Gli artisti coinvolti saranno: il soprano Francesca Bruni, il violinista Dino Graziani e il trombettista Gabriele Anselmi. Riccardo Cambri siederà al pianoforte e Roberto Baccello sarà la voce recitante.

PAGLIANO, IL PORTO ROMANO DI ORVIETO

Presentazione, presso la Sala Consiliare di Orvieto, del volume curato dagli Archeologi Pacelli e Sciamannini


Giovedì 23 Maggio 2024 (ore 17) la Sala Consiliare del Comune di Orvieto accoglierà, dopo i doverosi saluti istituzionali, la presentazione del volume: “Pagliano, il porto romano di Orvieto, vecchie indagini e nuove scoperte” a cura degli Archeologi Francesco Pacelli ed Elisa Sciamannini, con introduzione di Luca Pulcinelli (Ispettore Archeologo Sabap Umbria), Arch. Raffaele Davanzo (Ex Soprintendente Umbria e Presidente ISAO) e Avv. Andrea Solini Colalè (Fondazione Faina). L’iniziativa è patrocinata, tra gli altri, dall’UNITRE – Università delle Tre Età di Orvieto.

L’opera nasce da una decennale attività di ricerca compiuta sul sito archeologico e nel suo territorio con l’intento di restituire alla collettività un bene culturale soggetto agli sciagurati eventi calamitosi legati ai “capricci” del fiume Paglia, su cui sorse, e che nel 2012 hanno celato ancora una volta le sue magnifiche architetture. Rinvenuto nel 1888 in seguito ad una scoperta fortuita, fu soggetto ad attività di scavo nel 1890 a cura dell’Ing. Riccardo Mancini, attivo scavatore e connoisseur di archeologia orvietana, che mise in luce 28 ambienti in poco più di 11 mesi, disegnati in pianta con l’accuratezza di cui era noto, redigendo anche accurati elenchi dei materiali rinvenuti nei diversi vani e recuperando una straordinaria mole di informazioni relative ad un complesso archeologico esteso oltre 8000 mq. e risalente ad età romana, un periodo ancora poco conosciuto della città di Orvieto.

Molte personalità illustri di allora (lo stesso R. Mancini, A. Ricci, W. Valentini, P. Perali, C. Morelli) tentarono l’identificazione di quel sito producendo diverse attribuzioni (villa, terme, statio, figlina di embrici), anche se tutti concordi della sua strategica posizione sulla confluenza Paglia-Tevere e della presenza di strutture portuali per l’attracco di scaphae, lenunculi, lintres come anche della sua funzione in merito allo sfruttamento cerealicolo di questa parte della vecchia Etruria che diventerà un immenso “polo produttivo” della nuova potenza romana in grado di esercitare a tappe forzate il proprio dominio su tutto il Mediterraneo. Nel volume sono condensate in una prima sezione, a cura di Francesco Pacelli: le attività ricognitive che hanno consentito la scoperta delle ville signorili dislocate su tutto il comparto collinare, i cui prodotti confluivano verso Pagliano e venivano canalizzati poi sul Tevere verso Roma. Una seconda sezione, a cura di Elisa Sciamannini: tratta invece degli aspetti tecnici delle murature, accuratamente schedate, con una dettagliata analisi delle tecniche murarie e una cronologia puntuale delle tessiture murarie, per favorire il dissotterramento del sito e ripartire con la ricerca ed il completamento degli scavi. Quando nel lontano 1957 il professor Cesare Morelli pubblicava sul Bollettino dell’Istituto Storico Artistico Orvietano il noto articolo: «Gli avanzi Romani di Pagliano presso Orvieto», terminava il proprio resoconto con: «Quei ruderi si ammantarono di edera e di tristezza, e si avvolsero a poco a poco nel mistero di una storia sconosciuta, di cui il presente lavoro ha cercato di svelare qualche cosa». L’intento salvifico a cui giunse lo studioso locale è il medesimo per tutti coloro che espletano nella ricerca i presupposti di salvaguardia mnemonica di uno spazio dedicato a quei beni culturali che come Pagliano vengono continuamente nei secoli bersagliati dalla natura. Morelli, accanto ad una conclusione forse un po’ troppo sibillina ma certamente veritiera sul recente futuro di Pagliano, nutriva ugualmente la speranza di restituire al godimento pubblico un bene cosi prezioso per le comunità che ancora vivono questi territori; in un altro celebre passo difatti affermava: «Il mio tentativo vuol salvare il salvabile ed invogliare altri a fare quel tanto che resta da fare…».  Tale opera non vuole dunque essere un punto di arrivo, ma una soglia di ripartenza per le nuove generazioni di archeologi che in Pagliano continueranno a formare “le ossa” e il proprio bagaglio di esperienze.

Pacelli: «Solo allora capii che l’alluvione non aveva cancellato le mie fatiche e quelle degli ex “ragazzi” di Pagliano, e che saremmo stati ancora a disposizione di questa comunità per garantire la sua sopravvivenza nel futuro. Questo progetto, dunque, non è mai finito! Ha subito solo una battuta di arresto, e oggi finalmente si concretizza in questo volume che non rende vano il sudore che essi hanno versato sulla dura terra di Pagliano».