“Dante, un uomo in viaggio” (2021), “Le parole che ti scrissi” (2022), “Che cosa oltre il fondo” (2023), “Libertà va cercando” (2024), “Il messaggio universale di San Francesco e San Domenico in Dante” (2025): questi i temi dei cinque Dantedì promossi sin qui dall’UNITRE – Università delle Tre Età di Orvieto, condivisi con la cittadinanza e con ampie platee di studenti.
Nei giorni scorsi, gli storici docenti che hanno animato il Dantedì dalla prima edizione, assieme al Presidente e al Vicepresidente UNITRE hanno analizzato il percorso sinora battuto, definendo il convinto proposito di continuare l’iniziativa, attualizzandone il format alla luce delle sollecitazioni giunte in questi anni.
“Ricordo ancora con piacere”, afferma il M° Riccardo Cambri, “quando, cinque anni fa in una plumbea mattinata di gennaio, su mia richiesta ci incontrammo nell’ampio salone Santoro di Palazzo Simoncelli – pieno periodo Covid, era il tempo del distanziamento sociale e delle mascherine – per comprendere se e come la nostra piccola ma coraggiosa UNITRE poteva produrre un Dantedì in Orvieto, in accoglimento della sollecitazione ministeriale del 2020 con la quale si istituiva la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. Con me Fioralba Salani, Franco Raimondo Barbabella, Donato Catamo, Raffaele Davanzo e Alberto Romizi. Con me e con l’UNITRE, allora come oggi, e – a Dio piacendo – ancora per il futuro. In un recentissimo incontro, necessario per valutare un lustro di intenso e fervido impegno, abbiamo convenuto di proseguire il progetto culturale, limando le consonanze imperfette e deboli – utilizzo una pertinente definizione teorico-musicale – emerse alla luce della preziosa esperienza acquisita sul campo e in accoglimento di alcuni suggerimenti che ci sono stati porti. In questo 2026, rispetto alla data istituzionale prevista abbiamo optato per lo spostamento temporale di qualche mese in avanti: ciò permetterà di rimodulare l’impalcatura formale del Dantedì UNITRE, attualizzandola in relazione all’idiomaticità del tema già chiaramente identificato. È mio graditissimo compito ringraziare Fioralba, Franco Raimondo, Donato, Raffaele ed Alberto per l’entusiasmo con cui, uniti, si è decisa la continuazione dell’esperienza intellettuale legata al genio poetico e visionario di Dante”.



