SUONARE IL PALCOSCENICO: IL MONDO DELLA LIRICA AL RIDOTTO DEL MANCINELLI

Terzo appuntamento della stagione musicale “Insieme, nel segno della musica”: Sabato Dicembre 2024 alle ore 17, presso il Ridotto del Teatro Mancinelli di Orvieto, la musicologa Olga Jesurum il regista Stefano Vizioli presenteranno Suonare il palcoscenico – Conversazioni sulla regia lirica”.
Stefano Vizioli è un regista di fama internazionale che ha lavorato con direttori d’orchestra quali Riccardo Muti, Claudio Abbado, Bruno Bartoletti. Ha creato regie in tutto il mondo, dalla Scala di Milano al Lyric Opera di Chicago, dalla Fenice di Venezia al NCPA di Pechino. Molto vasta è anche l’attività didattica sia in Italia che all’estero, dalla Cincinnati University, all’Università di Ginevra, di Pisa, “La Sapienza” di Roma, la “Ca’ Foscari” di Venezia. Ha realizzato trasmissioni televisive per la RAI inerenti al mondo della lirica.
L’evento nasce dalla collaborazione tra Unitre OrvietoScuola Comunale di Musica “Adriano Casasole”Istituto Storico Artistico Orvietano A.Ge. Associazione Genitori Orvieto.
Il Maestro Riccardo Cambri accompagnerà al pianoforte la soprano Francesca Bruni che con l’intensità della sua voce farà da contrappunto alle parole del Maestro Vizioli. La presentazione è cura di Francesca CompagnucciPresidente di A.Ge. Orvieto.

Promossa da Scuola Comunale di Musica di Orvieto “Adriano Casasole”, Unitre Orvieto Istituto Storico Artistico Orvietano, sotto la direzione artistica del Maestro Riccardo Cambri, la stagione musicale“Insieme, nel Segno della Musica” si fermerà fino al prossimo mese di Gennaio per lasciare il testimone al consueto Concerto degli Auguri che si terrà il 23 Dicembre alle ore 21 presso il Teatro Mancinelli.
La sinergia il sostegno del Comune di Orvieto della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto sono le colonne portanti di “Insieme”, così come il prezioso apporto di Lions Club Orvieto Rotary Club Orvieto. L’edizione 2024/25 vede collaborare alla rassegna, insieme alla Filarmonica Mancinelli al Teatro Mancinelli, anche la Nuova Biblioteca Pubblica “Luigi Fumi” l’associazione A.Ge Orvieto.

L’ingresso all’evento-concerto è libero fino ad esaurimento posti. Consigliabile la prenotazione al numero telefonico: 338 7323884 (anche WhatsApp) alla mail: musicaorvieto@gmail.com

 

TRE GIORNATE CON KANT PER CAPIRE IL NOSTRO TEMPO

Giunge al termine quest’anno il percorso decennale delle celebrazioni kantiane, a trecento anni dalla nascita del grande filosofo, che abbiamo chiamato per questo “Decade kantiana” e che abbiamo lanciato, proprio come UNITRE Orvieto, su proposta del prof. Franco Raimondo Barbabella (febbraio 2015). Proposta che, appena pronunciata, incontrò immediatamente il mio entusiasmo e la mia operativà e, successivamente, l’appoggio del Consiglio Direttivo.
 
Si tratta di tre giornate di riflessione intorno ai temi fondamentali della filosofia kantiana, in cui si potranno ascoltare le voci di 8 tra i maggiori filosofi e filosofe italiani/e, ciascuno/a dei quali ci fornirà la propria interpretazione della portata attuale di questa filosofia. Le relazioni inevitabilmente ruoteranno intorno alle tre domande fondamentali su cui si era concentrato il pensiero di Kant: Che cosa posso pensare? Che cosa debbo fare? Che cosa mi è lecito sperare?
 
Domande che in realtà convergono a formarne un’altra, che le riassume tutte: Che cosa è l’uomo? Una domanda talmente forte e talmente essenziale che il nostro tempo, al di là delle apparenze, sembra volerla evitare ad ogni costo tanto difficile è farcene i conti sul serio. Ma è un tema ancor più inevitabile proprio perché troppo impegnati ad evitarlo, ponendo esso di fatto la necessità di una riflessione a tutto campo sull’umanità dell’essere umano, oggi messa di nuovo in discussione ancor più di ieri.
 
Kant ne fece il punto centrale della sua elaborazione filosofica nella seconda metà del Settecento. Noi, sulla scorta del suo pensiero, che sempre più appare come una straordinaria fonte di ispirazione, tentiamo di farlo per il nostro tempo. Giacché talvolta guardare avanti significa recuperare ciò che di futuro c’è nel passato.
 
La riflessione che, per iniziativa dell’associazione “Il Pensiero”, in collaborazione con UNITRE, CSCO, Comune e scuole superiori, ci proporrà poi il teologo Vito Mancuso con riferimento alla complessa opera di Kant, a latere e ad integrazione della “Kant Decade” italiana, sarà così innovativa rispetto ai canoni vigenti da somigliare molto ad un invito a rovesciare la superficiale e troppo comoda cultura dell’omologazione che caratterizza il nostro presente.
 
Tre giornate organizzate in quattro sessioni, da martedi 3 a giovedi 5 dicembre, in cui è prevista come per gli anni precedenti una larga partecipazione degli studenti e dei docenti delle scuole secondarie superiori non solo orvietane, ma che sono aperte a tutti i cittadini. E come sempre in primo luogo agli iscritti UNITRE. Naturalmente fino ad esaurimento posti.
 
Buona filosofia e… grazie di cuore, Prof. Barbabella!
 
M° RICCARDO CAMBRI
Presidente Unitre Orvieto

“AGGIUNGI UN POSTO AL CERCHIO”

di Mirella Cleri

Quest’anno il nostro “tempo del cerchio” si è allargato. Ci stiamo avvicinando al secondo incontro del seminario di educazione socioaffettiva il numero degli iscritti è lievitato spontaneamente. Secondo lo spirito di accoglienza condivisione che caratterizza la nostra Unitre abbiamo deciso di tenere aperte le porte tutti coloro che hanno desiderato partecipare per conoscere questo metodo. Dopo una riflessione sulla consapevolezza personale dei propri bisogni desideri il percorso continua aprendo l’attenzione alle relazioni con gli altri in modo speciale alle relazioni d’amore.

Nasciamo predisposti stare in relazione, sviluppiamo relazioni di attaccamento dalla nascita lo stile che impariamo da bambini è un codice che ci accompagna per tutta la vita che tendiamo riprodurre anche nelle relazioni tra adulti. La complessità del mondo presente ci propone una moltitudine di modalità di stare in coppia. Ci sono meno matrimoni, giovani di oggi faticano prendere l’impegno la responsabilità della vita di coppia, le coppie sono più fragili, la precarietà l’incertezza che è stata propria nel mondo del lavoro si è lentamente trasferita anche nelle relazioni spesso mi sento dire “Non me la sento di fare coppia”, “Non me la sento di impegnarmi”, “Non me la sento di fare un figlio”.

Accade di passare da una storia all’altra sbagliando sempre compagno, incapaci di rimanere in una coppia ad accettare anche lati ombra, gli aspetti negativi dolorosi che fanno parte della relazione d’amore. Siamo nell’era del poliamore, non si parla più solo di coppie ma anche di tribbie, cioè di legami tre, si sperimentano nuove forme di convivenza: coppie globali, amori virtuali, amori distanza che vivono nel mondo. È tramontato nel mondo occidentale il modello che vedeva nel matrimonio classico l’accudimento dei figli la forma di legame da realizzare, oggi ci sono tanti modi per vivere insieme ed essere felici.

La società attuale fa si che le relazioni d’amore siano sempre più autodeterminate non socialmente normate, la coppia ha superato sdoganato confini religiosi giuridici in questa percezione di fluidità della relazione tende sempre di più ad autodeterminarsi essere quello che due partner vogliono che sia l’amore duraturo è una eccezione. Non ci sono forme modelli cui una coppia deve adattarsi, c’è la consapevolezza dei valori su cui la relazione si costruisce.

Di fronte questa fragilità ci sono tanti approcci tanti metodi di intervento per permettere la connessione emotiva, sempre più persone accedono all’aiuto psicologico ma l’organizzazione sociale ci stringe sempre più nella morsa di un ritmo di vita frenetico accelerato in relazioni precarie termine.

Seppure le modalità di stare in coppia sono cambiate, l’esigenza di stare in relazione intima stare bene è sempre una grande opportunità. Come esseri umani abbiamo bisogno di legami affettivi sicuri efficaci, sappiamo che l’amore duraturo basato su un legame d’attaccamento sicuro è quello che produce benessere longevità. La psicologia porta un messaggio di grande speranza.

partire dai risultati di numerose accreditate ricerche scientifiche dalla esperienza di lavoro sul campo ci sono esperienze molto interessanti da percorrere molte competenze da apprendere che possono facilitare una convivenza umana ricca di solidarietà partecipazione. Ci sono abilità che possiamo apprendere potenziare, che possono permetterci di stare bene con noi stessi con gli altri nelle relazioni intime interpersonali.

Di questo si occupa l’educazione socio-affettiva. Il verbo amare non conosce età, è fuori dal tempo, oggi l’invecchiamento non si identifica più con il peggioramento delle condizioni di salute. Amare, emozionarsi, donare parti psichiche di sé mettersi in gioco è un inequivocabile segno di vivacità interna. E’ comprensibile che nell’età adulta volte ci chiudiamo all’amore. Invece può accadere di sorprenderci, innamoraci di nuovo, non è vero che solo giovani si innamorano. C’è la possibilità anche nella seconda parte della vita di innamorarsi, amare ed essere amati. E’ possibile innamorarsi ad ogni età. Può cambiare il modo in cui ci si mette in gioco, la consapevolezza, tutto dipende dalle esperienze precedenti. Non si è mai vecchi per amare.

Dopo gli “anta” si ha più voglia di avere accanto un partner che ci completi ci illumini, che sappia comprendere il valore delle piccole cose, qualcuno con cui proseguire la vita gioiosamente. Vivere insieme ad un’altra persona deve essere un valore aggiunto non un compromesso cui piegarsi. Ci sono persone afflitte dalla solitudine dalla paura di invecchiare. Non c’è nessuna regola sociale biologica che impedisce di seguire la vocazione della propria anima di prendere in mano il proprio destino. E’ sempre possibile svoltare nella vita. La maturità è proprio il momento adatto per compiere scelte.

ROBERTO EMANUELLI PRESENTA “DONNE CHE SI AMANO. PENSIERI DI DONNE IN RINASCITA”

di Davide Pompei *

“È un’arte, in Giappone, quella di ricomporre un vaso di ceramica che sia caduto, frantumandosi. Il metallo usato per ricongiungerne le parti impreziosisce quel vaso, reso unico proprio dall’imperfezione delle sue cicatrici”. Prende in prestito l’antica tecnica di restauro del kintsugi – letteralmente “riparare con l’oro” – ideata alla fine del 1400 per farne metafora del percorso interiore intrapreso dalle protagoniste che compongono il mosaico del suo ultimo libro, Donne che si amano. Pensieri di donne in rinascita. Siamo solo per pochi” (SEM, 2024).

Con la sensibilità la delicatezza nel tratteggiare il mondo femminile che lo contraddistinguono, reduce dal successo editoriale di “Ora amati” (Feltrinelli, 2024), Roberto Emanuelli torna parlare di donne che “vivono intensamente per questo, quando cadono, rischiano di rompersi. Ma che sono capaci di trovare dentro di sé la forza di rialzarsi, di rinascere, di tornare ad amarsi”. Di ripartire da loro stesse, per non tradirsi mai più. Piene di cicatrici, volte di ferite aperte, ma diverse, nuove piene di luce. Fragili, ma desiderose di resistere per questo belle.

Più di prima perché consapevoli. Un po’ come partecipanti al corso di educazione socio-affettiva condotto dalla dottoressa Mirella Cleripsicologa clinica di comunità nonché docente volontaria dell’Università delle Tre Età di Orvietodedicato quest’anno al tema Amarsi da grandi”Dopo due incontri incentrati rispettivamente su “Consapevolezza di chi siamo” e “Amore di sé dell’altro”, tenutisi Palazzo Simoncelli, sabato 30 novembre alle 16.30 l’appuntamento è al Museo Emilio Grecogentilmente messo disposizione dell’Unitre dall’Opera del Duomo.

Il seminario teorico-pratico che ha riservato momenti di riflessione condivisione in gruppo, con esperienze pratiche guidate, continuerà parlare di emozioni, sentimenti, relazioni intime interpersonali offrirà un’ulteriore occasione tutti coloro che coltivano il desiderio di rinascere trasformarsi nei legami d’amore. Più che la presentazione canonica di un volume, l’appuntamento si annuncia come un vero proprio incontro aperto per parlare di amore, dolore e, ovviamente, rinascita, partire dalla pubblicazione dal romanzo precedente da cui prende ispirazione.

È già stato così nelle 60 tappe del lungo tour che sta portando lo scrittore romano – autore di nove romanzi, tutti best seller – in molti angoli d’Italia. “Quelle di quest’anno, legate questo libro di pensieri ispirato dal pubblico – anticipa – sono presentazioni diverse, speciali. Molto più simili gruppi di riflessione circolari con scambio reciproco di emozioni ed esperienze, fosse anche solo con uno scambio di sguardi… Oltre ai pennarelli, saranno disponibili dei foglietti bianchi, dove ognuno potrà scrivere in modo anonimo, qualcosa di emozionale. Un gioco semplice, ma bello.
Ho cercato di interpretare emozioni, sguardi, abbracci, sorrisi parole affidatemi attraverso biglietti ricevuti messaggi scambiati in occasione dell’uscita di ‘Ora amati’. Per me, hanno significato davvero tantissimo! Ecco perché ho voluto restituire tutta questa magia questa incredibile bellezza, ispirandomi donne che finalmente si amano. Ad ogni pensiero corrisponde un’immagine realizzata dalla bravissima illustratrice brasiliana Catarina Bessell. Sono molto emozionato nel presentare questo piccolo gioiello dedicato chi ha davvero voglia di splendere”.

Storie personali stati d’animo condivisi su quasi 5.000 post-it dai suoi entusiasti lettori, su sua sollecitazione, nel corso degli incontri saranno visibili “in cornice” al Museo Emilio Greco la sera dell’evento, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Un secondo momento è quello delle 19 alla Libreria “Giunti al Punto” di Palazzo dei Sette con firme, dediche foto per quanti seguono Roberto Emanuelli dai tempi del suo esordio nel 2015 con “Davanti agli occhi” per chi si appena è unito alla famiglia digitale da oltre mezzo milione di followers su Facebook 200.000 su Instagram.

Per ulteriori informazioni:
338.7323884

* si ringrazia la redazione di www.orvietonews.it per la gentile disponibilità

TONI CONCINA REGALA “UN BACIO A MEZZANOTTE” PER LA STAGIONE MUSICALE AL RIDOTTO DEL MANCINELLI

Dopo l’acclamata inaugurazione con Susanna Tamaro e Riccardo Cambri, continua la stagione musicale “Insieme, nel Segno della Musica”.

Domenica 1° Dicembre 2024, al canonico orario delle 17, il Ridotto del Teatro Mancinelli di Orvieto accoglierà Toni Concina: noto pianista jazz, dallo stile elegante, colto e trasognato, in possesso di un repertorio sterminato che sfiora i 700 numeri fra standard americani, sempreverdi della leggera d’autore italiana francese e spagnola, canzoni napoletane, temi della tradizione classica e le più celebri melodie popolari di ogni continente.

“Un Bacio a Mezzanotte” sarà un Omaggio al genio di Gorni Kramer, Lelio Luttazzi e Armando Trovajoli e ad un periodo storico, quello della metà del Novecento, nel quale si è espanso, forte nel mondo, il talento artistico e creativo dell’Italia e degli Italiani.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Consigliabile la prenotazione al numero telefonico 338 7323884 (anche WhatsApp) o all’email musicaorvieto@gmail.com.

“Il vecchio Sindaco risponde con entusiasmo alla gentile richiesta del M° Riccardo Cambri e agli amici dell’Unitre, della Scuola di Musica e dell’Istituto Storico Artistico Orvietano di un concerto al Ridotto del Mancinelli per celebrare tre grandi geni della musica leggera italiana: Gorni Kramer, Lelio Luttazzi e Armando Trovajoli. Sarà anche l’occasione per incontrare di nuovo tanti amici orvietani e non solo in un’atmosfera serena e prenatalizia. Speriamo di divertirci insieme… corrono tempi duri, che hanno bisogno di ottimismo e buona volontà. Ci vediamo il Primo Dicembre… (Toni Concina)